
L'artista
All’età di 20 anni si trasferisce a Milano, dove, parallelamente a una significativa
crescita professionale, inizia a lavorare a stretto contatto con software e
tecnologie industriali e artigianali, sperimentandone l’applicazione in ambito
artistico. Si afferma principalmente come interior designer, un ruolo che gli
permette di emergere anche come artista eclettico.
Dopo una serie di mostre personali e collettive, una delle sue esperienze
artistiche più rilevanti è la partecipazione, nell’agosto del 2013, al prestigioso
Festival Internazionale dell’Arte nella Valle della Loira polacca, dove è ospite
accanto a grandi figure internazionali, tra cui il regista premio Oscar Zbigniew
Rybczyński e il fotografo Ryszard Horowitz.
Nel 2014 viene selezionato per la Biennale della Creatività di Verona, diretta da
Paolo Levi e inaugurata da Vittorio Sgarbi.
Negli anni successivi si dedica a tempo pieno, in qualità di Direttore Creativo,
allo sviluppo della sua azienda **MIGLIORINO® **, operante
nel settore dell’arredo di alta gamma e dei rivestimenti decorativi. L’azienda si
distingue fin da subito nel mercato, ottenendo numerosi riconoscimenti e premi
importanti, tra cui uno durante la **79ª Mostra del Cinema di Venezia** per la
creazione della *Design Capsule Collection* con l’attore **Ronn Moss** nel 2022
e il riconoscimento **”Eccellenze d’Italia”** nel 2023.
I suoi impegni imprenditoriali non hanno mai oscurato la passione per l’arte.
Continua a progettare nuove opere con l’obiettivo di segnare un punto di svolta
verso la simbiosi tra arte materica e digitale. Inoltre, è attivamente impegnato
nel **Progetto ADAMO2030**, realizzato con il patrocinio della Regione Puglia,
che vede la sua scultura *Adamo 2030* viaggiare nel mondo, affiancata da altre
forme artistiche come musica e letteratura, con l’intento di sensibilizzare alla
tutela ambientale e raccogliere fondi per enti specializzati in questa tematica.
Il Pensiero
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Fino al 2010, non avrei mai immaginato di trovarmi qui a descrivere perché faccio arte e cosa voglio esprimere quando creo un’opera, anche se fin da piccolo ho sempre mostrato una grande creatività, manifestandola in modi per lo più non convenzionali. Non ho ricevuto un’educazione artistica e non ho mai mostrato particolare interesse per il mondo accademico dell’arte, quindi ho sempre pensato che, per essere considerato un “artista”, fosse necessario in qualche modo ottenere un riconoscimento da quel mondo. Tuttavia, ho sempre vissuto l’arte in modo spontaneo, mostrando un interesse genuino per tutto ciò che riguarda l’espressione creativa.
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Oggi mi rendo conto che questo percorso “libero” mi ha permesso di trovare il mio linguaggio e mi ha spinto a sperimentare autonomamente soluzioni diverse, trovando in ognuna un’espressione indipendente. Sono sempre stato attratto dal significato più intrinseco del termine “creare”; mi ha sempre affascinato l’atto stesso di generare qualcosa dal nulla, in qualsiasi campo artistico, così come il desiderio di trovare l’arte in ogni cosa. Finché non ho compreso quale “mezzo” fosse più adatto a me, ho semplicemente dato libero sfogo alla mia ispirazione in vari modi: scrivendo testi, componendo musica, disegnando, dipingendo e molto altro, fino a quando ho scoperto il mondo digitale, la chiave con cui ho aperto il mio universo. Questa ricerca incessante mi ha fatto capire che dovevo fare dell’arte la mia vita.
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Ho iniziato con il lavoro, seguendo un’altra mia grande passione, il design d’interni, occupandomi inizialmente di progettazione per poi prima fondare un’azienda che porta il mio nome e offre prodotti di design esclusivi, e ora muovendo i primi passi nel mondo dell’alta moda e della gioielleria. Nel tempo, il mio percorso artistico si è ampliato fino a includere diverse forme di espressione creativa, tra cui scenografia, scrittura e musica, tutte contribuendo alla natura multidimensionale della mia visione artistica. Allo stesso tempo, ho sempre continuato a creare e sperimentare nuove tecniche, spesso derivate dal mondo industriale. Se inizialmente la sperimentazione materica e il valore estetico dominavano il significato delle mie opere, oggi il concetto è il vero protagonista: l’aspetto materiale e tecnico sono più che altro un veicolo per raggiungere il risultato che mi prefiggo. Tuttavia, ogni opera oggi ha il suo embrione in un lavoro degli anni iniziali o addirittura in un pensiero dell’infanzia. Per me, questo significa coerenza; significa che i valori che voglio esprimere sono sempre stati gli stessi.
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Il lavoro, la famiglia, la società in cui vivo sono tutti microcosmi che mi fanno riflettere, mi fanno pensare e mi portano a creare. Che lo vogliamo o no, tutti partecipiamo alla vita degli altri e la superficialità, un concetto opposto alla bellezza, non dovrebbe essere contemplata: le mie opere, soprattutto quelle degli ultimi anni, vanno in questa direzione, mirano a toccare la coscienza di tutti, a stimolare e raggiungere persone che si pongono domande. Un altro aspetto che considero di primaria importanza è la tecnologia e come questa si fa sentire nella nostra vita quotidiana: anche qui il mio obiettivo è stimolare, porre domande, non dare nulla per scontato. Tuttavia, ciò che voglio sottolineare è che non intendo fornire risposte, perché non le ho: quello che cerco di fare è spronare e incoraggiare chi osserva le mie opere a valutare criticamente la propria vita e a cercare qualsiasi cosa possa renderli migliori.
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Il motivo per cui oggi faccio arte è completamente egoistico; ne sento il bisogno, ho sete di conoscenza, molti argomenti mi affascinano, specialmente tutto ciò che riguarda la capacità umana di creare e realizzare. Dopo aver approfondito un tema o vissuto un’esperienza, sento un bisogno irresistibile di esprimermi; il mio pensiero elabora immagini e mette in moto un processo creativo che può durare a lungo o svanire solo per tornare più tardi, ancora più forte. Solo quando riesco a visualizzare l’idea, la elaboro definitivamente. È come una necessità che ha assolutamente bisogno di una via d’uscita. Per il futuro, non mi sento di escludere nessun mezzo artistico; voglio sicuramente continuare a porre domande e a incoraggiare gli altri a fare lo stesso, soprattutto voglio contribuire a eliminare la negatività pervasiva che troppo spesso prende il sopravvento nelle nostre vite.
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La mia riflessione artistica è radicata nell’esplorazione dei paradossi della società contemporanea, mettendo in evidenza il contrasto tra evoluzione e regressione, tecnologia e umanità, libertà e controllo. Le mie opere sono metafore visive che indagano la fragilità umana, il consumismo, l’influenza della cultura del politicamente corretto e il rapporto tra individuo e collettività. Per me, l’arte oggi più che mai dovrebbe dare una “spinta” alle coscienze, aiutandole a raggiungere un livello superiore. Credo fermamente che solo l’arte abbia il potere di trasformare davvero le persone, sempre in meglio.
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Vedo l’espressione artistica come un atto di ascesa, un processo che consente all’individuo di superare i propri limiti per accedere a una dimensione più profonda della comprensione e della consapevolezza. L’arte non è solo un mezzo di comunicazione, ma un vettore di trasformazione, capace di ampliare il pensiero umano, raffinarlo ed espanderlo. Non può essere circoscritta a una corrente chiusa o a un unico linguaggio, perché la sua essenza risiede nella sua universalità. Non esiste un’arte superiore o inferiore, ma un’unica forza che si manifesta in molteplici forme, tutte necessarie e valide. L’arte è il TUTTO: non esclude, ma ingloba; non separa, ma unisce. È uno strumento che, attraverso qualsiasi mezzo possibile, ha il potere di elevare l’essere umano e renderlo parte di una consapevolezza più ampia e profonda.
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Comprendere l’arte significa necessariamente **fare un passo avanti rispetto a se stessi**, perché solo così si può entrare in contatto con un altro pensiero, con la visione dell’artista. Non è un’arte che impone, ma che accompagna e amplifica, utilizzando ogni linguaggio, ogni tecnologia, ogni mezzo possibile per trasportare l’essere umano verso una nuova dimensione di consapevolezza. In sostanza, la mia arte non vuole fornire risposte preconfezionate, ma risvegliare, espandere, elevare. Il pensiero umano è destinato a crescere, e l’arte deve esserne la spinta principale.